| Gestione e conservazione della fauna |
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Il settore Gestione e conservazione della fauna nasce nel 1987 e attualmente si occupa di monitoraggi faunistici sia su mammiferi (soprattutto cervo e capriolo) che su uccelli, studi di eco-etologia, gestione faunistico venatoria, gestione aree protette ed istituti faunistici, didattica e formazione professionale. Utilizza tecniche standardizzate di censimento e di trattamento dati e risultati, permettendo di effettuare corrette comparazioni spazio temporali, anche attraverso la creazione di appositi software di archiviazione e gestione dati, collegabili in tempo reale alla cartografia digitale mediante utilizzo di GIS, e di utilizzare gli organismi studiati come indicatori ambientali. Le positive esperienze, hanno permesso l’applicabilità di ottimi risultati oltre che in Regione Toscana, anche in Emilia Romagna, Marche, Lazio, Piemonte, Veneto, e dal 2003 anche in Calabria presso il Parco Nazionale dell’Aspromonte. In questi ultimi anni il settore è stato impegnato in una costante attività di RICERCA, volta all’individuazione e sperimentazione di nuove tecniche di indagine sulla fauna. D.R.E.AM. Italia ha partecipato alla creazione del Sistema SIRIO ® nel tentativo di convertire su un livello operativo le conoscenze raggiunte sull’applicabilità della termografia Infrarosso all’osservazione degli animali.
Indagini conoscitive di base e censimenti La nostra Società opera fin dal 1987 pianificando e realizzando indagini conoscitive di base e stime quantitative di popolazioni in campo faunistico. Le metodologie utilizzate spaziano tra quelle maggiormente accreditate nel settore e scelte in virtù della specie e della tipologia di territorio oggetto di indagine, ad altre metodologie che, rispetto alle esperienze maturate in altri ambiti italiani ed internazionali, vengono riadattate al contesto ambientale in esame. Possono essere inoltre sperimentate ed adottate tecniche di indagine innovative basate sulle più moderne strumentazioni tecnologiche (Sistema Sirio).Le indagini conoscitive di base sono di tipo qualitativo e vengono di norma utilizzate per caratterizzare una determinata porzione di territorio, in funzione della presenza e distribuzione di popolamenti appartenenti alle diverse specie faunistiche. I censimenti sono invece indagini quantitative e vengono utilizzate per la definizione di indici di abbondanza, consistenza e densità di popolazione di una determinata specie.Questo tipo di indagini vengono di norma attuate nell'ambito di progetti più complessi che hanno finalità anche molto diverse tra loro: tra quelle più ricorrenti possiamo menzionare l'inquadramento naturalistico e la definizione della biodiversità di aree di particolare interesse (Parchi, Riserve, SIC e ZPS etc), l'adozione di programmi per la gestione venatoria degli ungulati, l'adozione di programmi per il contenimento dei danni da fauna selvatica.
Studi di ecoetologia Gli studi di eco-etologia sono finalizzati alla comprensione delle relazioni tra fauna selvatica e territorio. Le metodologie utilizzate sono numerose e vengono scelte in funzione delle caratteristiche etologiche della specie oggetto di indagine, delle caratteristiche ambientali del territorio e delle finalità dello studio che possono essere anche molto diverse.
Gestione e conservazione Gestione faunistico venatoria Secondo la normativa vigente (L 157/1992) alcune popolazioni selvatiche possono essere fruite dal punto di vista venatorio, soltanto attraverso una pianificazione e programmazione di fasi gestionali che includono anche il prelievo purché risponda a criteri base di sostenibilità, in virtù caratteristiche biologiche della specie da gestire. Le finalità della gestione sono in questo caso di tipo conservativo e prevedono scelte in grado di garantire nel medio e lungo periodo la sopravvivenza di una determinata popolazione in equilibrio con l'ambiente. Un esempio di applicazione è quello della gestione delle popolazione di ungulati più comunemente nota come “caccia di selezione”. Altre volte però l'impatto esercitato dalla presenza di fauna selvatica può essere considerato insostenibile da parte dell'Ente Gestore per motivi di varia natura (danni, aspetti sanitari, etc); in questo caso può essere possibile l'applicazione di una una gestione con finalità non conservative attuabile soltanto previa pianificazione e programmazione di Piani di Controllo, che prevedono fasi gestionali sia di tipo ecologico e che di tipo venatorio (L 157/92 e L 394/94). I programmi di gestione faunistico-venatoria possono interessare ambiti di competenza territoriale pubblici o privati, diversi; nell'ambito della gestione faunistico-venatoria degli ungulati rientrano tra i primi le Amministrazioni Provinciali e gli Ambiti Territoriali di Caccia, e tra i secondi gli Istituti Faunistici privati, quali, per esempio, le Aziende Faunistico Venatorie. Per l'attuazione di Piani di controllo ai soggetti già menzionati, di riferimento della L 157/92 si aggiungono quelli della L 394/94. Pianificazione faunistico-venatoria La normativa vigente in ambito nazionale e regionale prevede che vari Enti gestori del territorio, provvedano con periodicità poliennale alla predisposizione di Piani Faunistici e Faunistico-Venatori per la definizione delle diverse destinazioni di uso del territorio di propria competenza (L 157/92) e/o per la definizione delle finalità della gestione dello stesso, e degli strumenti da mettere in atto per il conseguimento degli obiettivi prefissati. Rientrano in questo contesto i Piani Faunistico Venatori Provinciali e Regionali che Provincie e Regioni devono predisporre con cadenza quinquennale ai sensi della L 157/92. Catture di selvatici La progettazione dell'intervento e le metodologie adottate vengono scelte in funzione delle caratteristiche etologiche e biologiche della specie da catturare, delle caratteristiche dell'ambiente in cui si opera e della destinazione degli animali catturati. Per le diverse specie di ungulati per esempio le tecniche adottate spaziano tra le reti a caduta, il trappolaggio e la telenarcosi. Per altre specie di taglia media e piccola possono essere progettate e realizzate anche trappole specifiche. Un esempio di applicazione è quello della cattura di selvatici a scopo di marcatura per studi ed indagini successivi di vario tipo (per esempio di tipo etologico), oppure la cattura di animali problematici che possono provocare danni specifici, oppure ancora cattura di soggetti fondatori di una determinata specie di particolare interesse gestionale e conservazionistico allo scopo di traslocazione per la ricostituzione di nuclei stabili in aree dove si è estinta in tempi storici (progetti di reintroduzione). Corsi di formazione La nostra Società svolge da circa un ventennio corsi di formazione sulla gestione e conservazione della fauna selvatica, con programmi differenziati in funzione delle specie oggetto del corso, delle finalità del corso e delle tipologie di utenza (cacciatori, personal di Istituto, studenti, amatori etc). In particolare i corsi sulla gestione faunistico venatoria degli ungulati possono essere realizzati da vari Enti e da Associazioni Venatorie per la preparazione all'esame di abilitazione di aspiranti cacciatori al prelievo programmato di cervidi e bovidi (caccia di selezione). I corsi vengono svolti mediante programmi riconosciuti a livello nazionale, con la possibilità di personalizzazioni i funzione della normativa a livello regionale o provinciale. Vengono realizzati anche corsi di formazione per addetti alla tutela alle produzioni agricole e zootecniche e per il controllo dei predatori, che possono essere impiegati nella attuazione di Piani di Controllo a carico di specie problematiche. I corsi sono rivolti in questo caso sia a semplici cittadini che abbiano i requisiti necessari, che al personale di Istituto. Altre tipologie di corso, per esempio corsi vari di aggiornamento, seminari presso le Università o corsi di professionalizzazione nelle scuole, vengono programmati in funzione di particolari esigenze dell'Ente di riferimento. Tutti i corsi sono supportati da presentazioni animate, materiale fotografico d'autore e numerose collezioni didattiche costituite da materiale biologico. Pubblicazioni e divulgazione La nostra Società si impegna costantemente nella attività di divulgazione e pubblicazione tecnica e scientifica delle attività che svolge, attraverso la partecipazione attiva a convegni, la predisposizione e stampa di pubblicazioni tecniche ed opuscoli divulgativi sui lavori svolti, la predisposizione di dispense didattiche per i corsi di formazione, la realizzazione di documentari a carattere naturalistico e venatorio, la partecipazione a programmi televisivi. |



La nostra Società opera fin dal 1987 pianificando e realizzando indagini conoscitive di base e stime quantitative di popolazioni in campo faunistico. Le metodologie utilizzate spaziano tra quelle maggiormente accreditate nel settore e scelte in virtù della specie e della tipologia di territorio oggetto di indagine, ad altre metodologie che, rispetto alle esperienze maturate in altri ambiti italiani ed internazionali, vengono riadattate al contesto ambientale in esame. Possono essere inoltre sperimentate ed adottate tecniche di indagine innovative basate sulle più moderne strumentazioni tecnologiche (Sistema Sirio).
I censimenti sono invece indagini quantitative e vengono utilizzate per la definizione di indici di abbondanza, consistenza e densità di popolazione di una determinata specie.
Un esempio di applicazione è quello dello studio della dieta degli ungulati, come gruppo tassonomico in grado di esercitare un impatto considerevole sui soprassuoli forestali (vedi analisi della dieta) spesso associato allo studio dell'uso dello spazio (vedi studio telemetria) nell'ambito di progetti più complessi finalizzati all'individuazione delle migliori forme di gestione del territorio. Altro esempio è quello dello studio della dieta del lupo per la conoscenza dell'impatto che il predatore è in grado di esercitare sulle dinamiche di popolazione delle specie preda e sul bestiame domestico.
Le tecniche di indagine radiotelemetriche, da quelle basate su strumentazione tradizionale a quelle più avanzate che utilizzano radiocollari GPS, vengono utilizzati spesso in occasione di progetti di reintroduzione di specie faunistiche, allo scopo di verificare il successo degli interventi di rilascio e validare i modelli di valutazione ambientale definiti nell'ambito di studi di fattibilità propedeutici all'intervento di reintroduzione.
La più moderna filosofia di gestione del territorio prevede, o dovrebbe prevedere, un approccio sinergico nella gestione delle singole tematiche e della risoluzione di particolari problematiche, con l'obiettivo di ottimizzare il successo della gestione nel suo complesso; questo è possibile soltanto attraverso momenti di confronto, supportato da tecnici specializzati, tra i vari Enti che, in virtù delle specifiche competenze, possono dare un contributo in tal senso.
In questo contesto può nascere l'esigenza di progetti specifici, con finalità anche molto diverse, che interessano la fauna selvatica per le relazioni che essa può avere con gli aspetti di gestione del territorio nel suo complesso.

La nostra Società opera fin dai primi anni '90 alla progettazione e realizzazione di interventi di cattura di animali selvatici.
